Un secolo dopo la grande epopea delle spedizioni polari, quando gli europei facevano a gara a chi per primo toccasse il Polo Nord, l’Artico è di nuovo di gran moda. Dai turisti «dell’ultima chance», che vogliono vedere i ghiacciai e gli orsi polari prima che sia troppo tardi, alle università e i nuovi corsi di laurea che attraggono studenti in cittadine altrimenti note solo per il clima inospitale, agli uffici di marketing che usano l’aggettivo «artico» per vendere una purezza più immaginata che reale, tutti sembrano volerne un pezzo. Gli Stati Uniti hanno mire espansionistiche sulla Groenlandia, la Cina si autoproclama uno stato «vicino all’Artico», la Russia potenzia la sua flotta di rompighiaccio, mentre le compagnie estrattive di mezzo mondo si leccano i baffi e l’agribusiness sogna nuove terre coltivabili. Il ghiaccio si scioglie rivelando una nuova terra (e mare) di opportunità minerarie, commerciali, militari e politiche per chi ha i soldi e i mezzi per sfruttarle – ma anche rischi planetari. L’Artico si scalda molto più rapidamente del resto del pianeta e con lui il permafrost sotto la tundra russa e canadese, che si scioglie rilasciando quantità di metano e CO2 in un circolo vizioso catastrofico. Come nelle prime ondate di colonizzazione, i nuovi imperialisti accecati da promesse di ricchezza vedono solo luoghi disabitati, dove le difficoltà sono tecnologiche, e quindi sormontabili. Ma l’Artico non è vergine né tantomeno vuoto. Tra quelli che hanno scelto di viverci – da tempo immemore o da poche generazioni – c’è chi accoglie i cambiamenti in atto confidando nelle nuove opportunità, c’è chi piange un mondo che si disgrega come banchi di ghiaccio al sole, c’è chi si organizza per fermare gli abusi più gravi. E come un secolo fa, quel paesaggio maestoso e terribile continua ad attrarre avventurieri e visionari, che rinunciano ai comfort di latitudini più miti per toccare con mano quella che rimane un’ultima frontiera.
Pagine: 192
ISBN: 9791281724488
Prezzo: 22 €
Uscita: gennaio 2026
Fotografie: Jay Kolsch | Gallery Stock, Laura Marchini, Sergey Ponomarev, Natalya Saprunova, Veronica Skotnes, Katrin Streicher, Morten A. Strøksnes, Laurent Weyl, Ilona Wiśniewska
Autori: Rana Foroohar, Ilona Wiśniewska, Joshua Yaffa, Elin Anna Labba, Morten A. Strøksnes, Frank Westerman, Marzio G. Mian, Veronica Skotnes, Bathsheba Demuth, Leonardo Parigi
Illustrazioni: Edoardo Massa
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LibroGeopolitica
L’apertura di nuove rotte marittime offre irresistibili opportunità commerciali e di difesa. Una giornalista viaggia a bordo di un rompighiaccio della Guardia costiera americana per sentire l’umore dell’equipaggio in un periodo di forti tensioni geopolitiche.
Vivere al buio
Visita al villaggio più settentrionale della Groenlandia e uno tra gli insediamenti abitati più a nord del mondo. Durante l’inverno polare l’assenza di luce diretta porta a una sorta di deprivazione sensoriale: quando la vista è meno sollecitata gli altri sensi si intensificano, la percezione del tempo e dell’ambiente cambiano.
Cambiamento climatico
Due terzi della Russia sono coperti di permafrost, un terreno che rimane gelato in tutte le stagioni dell’anno e che contiene microbi, mammut e il doppio del carbonio presente nell’atmosfera terrestre. Che cosa succede quando si scioglie?
Spostamenti forzati
Sotto la città di Kiruna, nel Nord della Svezia, la compagnia mineraria statale Lkab ha scavato così tanto alla ricerca di ferro da mettere a rischio edifici e strade. Come soluzione, ha pensato bene di spostare la città, trasmettendo in diretta tv la spettacolare operazione di trasferimento della chiesa locale. Ma molte case abitate da sami sono state semplicemente demolite.
Identità e radici
Alcuni di noi anelano, come uccelli migratori che hanno smarrito la rotta, a certe isole vulcaniche battute dalle intemperie, sperdute nell’Atlantico settentrionale: le Faroe. C’è chi dice che fanno parte dei territori artici, altri dicono di no. Ma secondo lo scrittore norvegese Morten A. Strøksnes quello che conta non sono tanto le convenzioni geografiche, ma le radici culturali e linguistiche.
Dalla prospettiva dell'orso
Nell’estate 2020, nelle Isole Svalbard l’orso polare Snow ha ucciso un uomo ed è stato ucciso a sua volta. Lo scrittore Frank Westerman viaggia fino a Longyearbyen per guardare con più oggettività alla situazione di un animale spesso scelto come bandiera delle lotte ambientaliste, provando per quanto possibile ad adottare la prospettiva dell’orso.
Nuove possibilità
Visto dalle prospettive russa e canadese il cambiamento climatico offre opportunità epocali: se ghiaccio e permafrost lasciano spazio a terreni abitabili e coltivabili si ridisegnano la geografia e l’agricoltura mondiale. E come sempre davanti a un Nuovo mondo, ci saranno vincitori e sconfitti e tante incognite.
Diario di bordo
La velista Veronica Skotnes, che vive in barca nelle acque più fredde e inospitali del mondo, fa rotta in solitaria verso due isole della frastagliata costa del Finnmark, nel Nord della Norvegia. In una cornice maestosa e inquietante vivono pochi abitanti alle prese con i cambiamenti del mondo della pesca, che è ancora l’unica ragione per vivere da quelle parti.
Comunità compromesse
Lungo lo Yukon, tra Canada e Alaska, i destini di salmoni, cani ed esseri umani sono strettamente legati. Il declino del numero di pesci che risalgono il fiume minaccia non solo il futuro del trasporto su slitta, ma tutte le comunità e le relazioni che ne dipendono.
Le fotografie di questo volume sono state realizzate da Jay Kolsch | Gallery Stock, Laura Marchini, Sergey Ponomarev, Natalya Saprunova, Veronica Skotnes, Katrin Streicher, Morten A. Strøksnes, Laurent Weyl, Ilona Wiśniewska.