Titoli

Albania

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Un tempo triste punto di partenza di un popolo affamato di pane e libertà, le coste albanesi sono diventate il fiore all’occhiello di una destinazione sempre più visitata dai turisti internazionali, compresi molti italiani protagonisti di un controesodo sul Canale di Otranto. Uscita dall’assoluto isolamento imposto dal regime comunista che l’aveva resa una sorta di Corea del Nord su suolo europeo, oggi l’Albania sembra aperta a tutto e a tutti: abbraccia ogni tipo di turismo, da quello sostenibile a quello di massa, passando per discutibili progetti di privatizzazioni di isole e resort di lusso. Anche a livello politico, il suo leader socialista non ha problemi a flirtare con la destra populista occidentale e a stringere alleanze e amicizie con paesi di stampo antidemocratico, dalla Turchia alle monarchie arabe del Golfo e Israele. Queste aperture potrebbero essere lette come forme di equilibrismo politico e pragmatismo economico di un paese piccolo che non deve lasciarsi sfuggire alcuna occasione, ma il risultato è uno sviluppo immobiliare spregiudicato e la messa in vendita dei gioielli di casa, tra i quali figurano importanti risorse naturali difese con ostinazione da una vivace società civile. In un paese con una grande tradizione di ospitalità e una vocazione alla tolleranza religiosa che è merce rara nei Balcani, era la chiusura ermetica voluta da Enver Hoxha a essere innaturale, e decenni di polizia segreta di stampo stalinista hanno minato la fiducia nell’altro e nelle istituzioni. La rielaborazione di questo passato è stata finora del tutto insufficiente, lasciando la sensazione che molti cambiamenti siano solo di facciata. Eppure, nel bene e nel male, l’Albania sta cambiando molto e a grande velocità, guadagnandosi una nuova centralità e riscuotendo interesse, curiosità e investimenti inaspettati. Il più grande successo per il paese, tuttavia, più che l’ingresso dei capitali, sarebbe il ritorno dei connazionali espatriati, per ricucire così la profonda ferita demografica.


Pagine: 192

ISBN: 9791281724655

Prezzo: 22 €

Uscita: aprile 2026

Fotografie: Ilir Tsouko

Autori: Lea Ypi, Christian Elia, Artan Puto, Elsa Demo, Arian Leka, Lindita Arapi, Darien Levani, Andreas Dushi, Elira Kadriu, Mikaela Minga, Arbër Agalliu, Ardian Vehbiu, Fatjona Lamçe, Shkodra Elektronike

Illustrazioni: Edoardo Massa

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Libro

Sommario

Democrazia e società

Dalla padella alla brace

— Christian Elia intervista Lea Ypi

L’Albania, un tempo il paese comunista più isolato d’Europa, ha abbracciato il capitalismo in maniera totalizzante, lanciandosi senza paracadute nell’economia di mercato. Christian Elia dialoga sullo stato della democrazia e della società albanese con la filosofa politica e scrittrice che come nessun altro negli ultimi anni ha saputo raccontare i traumi del paese in libri di grande successo.

Capire la storia

La Casa delle foglie

— Artan Puto

Nel 2017, l’edificio nel centro di Tirana che ospitava la sezione della polizia segreta adibita alla sorveglianza e alle intercettazioni è stato trasformato in un museo. Lavorando al progetto e studiando i dossier dei collaboratori, lo storico Artan Puto ha capito una verità: dividere l’Albania comunista tra vittime e persecutori del regime è una semplificazione che non aiuta a capire la complessità della storia.

Corruzione e resistenza

Cronaca di una demolizione annunciata

— Elsa Demo

L’abbattimento del Teatro nazionale albanese a Tirana è una triste storia di edilizia e corruzione, ma soprattutto di resistenza: anche se non sono riuscite a fermarne la distruzione, le proteste contro i piani del governo e del comune hanno coinvolto la popolazione e hanno fatto riscoprire uno spirito civico che pochi credevano vivo.

Slow life

Il passo lento di Durazzo

— Arian Leka

L’anima mediterranea della più importante città di mare del paese è minacciata dagli stessi mali della capitale: cemento, turismo, mode, perdita di memoria e tradizioni. Ma Durazzo prova a ribellarsi a queste accelerazioni che non sono nella sua natura con le sue armi di sempre: semplicità, convivialità e lo sguardo rivolto al mare.

Separazioni

La famiglia d'estate

— Lindita Arapi

Per le famiglie divise dall’emigrazione l’estate è il momento del ritorno alla terra d’origine. È la stagione dei matrimoni, degli abbracci e di una contaminazione tra chi è partito e chi è rimasto, ma anche di un’amara presa di coscienza che nulla è più come prima e che in questo processo entrambe le parti hanno perso qualcosa.

Scegliere la malavita

I rischi del mestiere

— Darien Levani

La malavita albanese ha scalato i vertici mondiali, soprattutto nel traffico di droga. Al suo interno, tuttavia, operano anche tante pedine che più che per un’affiliazione o una mentalità criminale, si ritrovano in quel business per un calcolo razionale, una scelta consapevole che magari riguarda solo una fase della loro vita.

Ospitalità

Fa' come se fossi a casa tua

— Andreas Dushi

Nella tradizione albanese, l’ospite è sacro: un tempo era un dovere morale ma anche legale aprirgli le porte. Nel Nord del paese, la zona dalla natura più selvaggia e culla della cultura albanese, si cerca ancora di portare avanti quest’usanza quasi rivoluzionaria.

Attivisimo

Uno spirito di resistenza

— Elira Kadriu

In un’economia caratterizzata dalla forte connivenza tra interessi pubblici e privati, negli ultimi anni a difendere il patrimonio ambientale da progetti idroelettrici e industriali impattanti o inquinanti sono stati dei coraggiosi attivisti pronti a tutto.

Quartieri che cambiano

Riempire il silenzio

— Mikaela Minga

Dal silenzio inquietante che avvolgeva il quartiere all’epoca in cui ospitava le residenze della dirigenza comunista, alla musica a tutto volume della movida odierna: la metamorfosi del Blloku di Tirana in un viaggio sonoro.

Calcio e diaspora

Cinque partite, una nazione

— Arbër Agalliu

Ci sono momenti nella storia di un paese in cui lo sport trascende il suo aspetto ludico e diventa racconto collettivo: attraverso cinque partite che hanno segnato il progresso calcistico dell’Albania, scopriamo il significato più profondo di un’ossessione nazionale, che continua a raccontare le ferite di un popolo e della sua diaspora.

Fotografia

Prospekt photo

Le fotografie di questo numero sono state realizzate da Ilir Tsouko, fotografo documentarista e regista albanese che lavora tra Tirana, Atene e Berlino e crea narrazioni visive in progetti di lunga durata nei Balcani e in Europa. È stato nominato da Der Greif – Organization for contemporary photography come membro della piattaforma europea per la fotografia Futures. I suoi lavori sono stati pubblicati su The New York times, Die Zeit magazin, Arte, M Le magazine du Monde, Vogue e Polaroid, e presentati a manifestazioni culturali come Tirana art weekend, Onassis stegi culture, Thessaloniki international documentary festival e ArtExplora x Vila 31.