Titoli

Svezia

Share: Facebook / Twitter

Tra i molti paesi che arrogano a sé un presunto eccezionalismo, forse nessuno se lo è meritato sul campo più della Svezia. Basta una rapida occhiata all’infografica a pagina 24 di questo volume per capire come uno degli aggettivi che meglio rappresenta questo popolo sia forse «estremo». Eppure, non è il primo tratto che si tende ad associarvi, almeno non fino all’esplosione del Covid-19 nel 2020, quando l’eccezione del «modello svedese» ha aperto i tg, intasato di commenti feroci i social network e scaldato le penne dei più noti opinionisti, rimanendo però in buona parte frainteso. Senza entrare nel merito delle decisioni, questa accoglienza rimane sorprendente se si considera – basta grattare anche poco sotto la superficie – che il modello applicato è indissolubilmente legato ai valori e principi che hanno dato forma al «brand» più famoso del paese, quello che tutto il mondo pavlovianamente associa alla Svezia, e cioè il suo welfare «dalla culla alla tomba». Nelle pagine che seguono si è cercato di raccontarlo, esplorandone le radici profonde e le conseguenze inattese, con risultati che tendono a produrre nel lettore progressista da una parte la scontata adesione razionale, dall’altra – sorprendentemente – un certo disagio. Ed è forse il suo continuo flirtare con l’estremo il tratto più marcato del ritratto del paese che emerge dagli articoli e dai saggi di questo volume: una società che anela a spingersi con coraggio verso una modernità quasi postumana di giustizia, solidarietà ed emancipazione globali, ma il cui rigore etico a volte si impiglia in un moralismo retrogrado o il cui slancio idealista rischia di infrangersi contro gli scogli della realtà. Un caso, quest’ultimo, esemplarmente rappresentato dall’ascesa prepotente di un partito criptonazista come probabile conseguenza di una delle più generose politiche di accoglienza profughi che la storia ricordi, culminata nel 2015, quando la Svezia, un paese di dieci milioni di abitanti, ha accolto 160mila rifugiati in un solo anno, una cifra pro capite più alta che in qualsiasi altro paese europeo. Politica suicida per alcuni, degna di maggior onore per altri.


Pagine: 192

ISBN: 9788870917123

Prezzo: 19,50 €

Uscita: settembre 2020

Fotografie: Giulia Mangione

Autori: Andrew Brown, Jan Gradvall, Massimiliano Guareschi, Marit Kapla, Fredrik Sjöberg, Gellert Tamas, Olivier Truc, Gunnar Wall, Kina Zeidler, Elisabeth Åsbrink

Collaboratori: Aase Berg, Jan Gradvall, Alice Traverso

Acquista:

Libro

Sommario

Società

La teoria svedese dell’amore

— Massimiliano Guareschi

Intervista al regista italosvedese Erik Gandini, autore di un discusso documentario sul lato oscuro dello stato sociale svedese: il rischio che il culto dell’individualismo diventi una condanna alla solitudine.

Cultura

Greta Thunberg, made in Sweden

— Elisabeth Åsbrink

L’impegno della giovane attivista si iscrive in una lunga tradizione tutta svedese secondo la quale le opinioni dei bambini vanno prese sul serio quanto quelle degli adulti. Soprattutto quando vogliono dire al mondo come comportarsi.

Politica

Svedesi poco democratici

— Gellert Tamas

L’ondata di rifugiati di cui si è fatta carico la Svezia, con il picco raggiunto nel 2015, ha avuto un costo politico: rabbia e paura sono state alimentate e strumentalizzate da un ex movimento neonazista che nel corso degli anni ha ripulito la sua immagine per diventare oggi un partito di massa.

Tecnologia

Il miracolo tecnologico

— Kina Zeidler

Come fa un paese di dieci milioni di abitanti a competere con i giganti della Silicon valley? Attraverso la storia di Daniel Ek, fondatore di Spotify, scopriamo cosa rende la Svezia una fucina di unicorni.

Natura

La mia isola

— Fredrik Sjöberg

Dal 1986 Fredrik Sjöberg vive sull’isola di Runmarö, un paradiso naturale al largo di Stoccolma, dove studia gli insetti e riflette sui cambiamenti nella fauna, flora e paesaggio. Alle specie scomparse o emigrate si susseguono ritorni insperati e clamorose apparizioni.

Storia

L’ombra di Olof Palme

— Gunnar Wall

L’assassinio del primo ministro svedese fu un trauma profondo per la Svezia. Nel 2020, a più di trent’anni di distanza, il killer è finalmente stato individuato. Ma l’omicidio, che vanta più piste investigative del caso Kennedy, rimane una ferita aperta e Palme un simbolo.

Scandali

Sesso, potere e premio Nobel

— Andrew Brown

Perché nel 2018 non è stato assegnato il premio Nobel per la letteratura? Un viaggio dietro le quinte dell’Accademia svedese, un mondo dorato travolto da uno scandalo.

Diritti

Lapponia: dalla montagna d’oro a una terra di conflitti

— Olivier Truc

Dietro le immagini da cartolina diffuse dal governo svedese – renne di Babbo Natale e sami in abiti tradizionali – si nasconde una realtà che per il paese del rispetto dei diritti umani e delle politiche progressiste è molto più dura da digerire.

Musica

La fabbrica di hit

— Jan Gradvall

«…Baby one more time» di Britney Spears, «Roar» di Katy Perry, «Shake it off» di Taylor Swift, «I don’t care» di Ed Sheeran, «Blinding lights» di The Weeknd. Cos’hanno in comune queste canzoni? Sono tutte nate in Svezia.

Tradizioni

Osebol

— Marit Kapla

Il villaggio di Osebol, nel Värmland settentrionale, si è spopolato. Una giornalista ha intervistato quasi tutti i quaranta abitanti rimasti e ha raccolto le loro storie, trascritte in versi. I racconti dipingono un ritratto sfaccettato della vita quotidiana in un piccolo villaggio.

Fotografia

Prospekt photo

Giulia Mangione è un’artista visuale e fotografa documentaria. Nel 2012 ha conseguito un master in Letteratura e cultura americana presso l’università Goldsmiths di Londra. Ha studiato Advanced visual storytelling alla Danish school of media and journalism di Aarhus, Danimarca. Il suo primo libro, Halfway mountain (Journal, 2018), è stato selezionato per il Prix du livre a Les rencontres d’Arles. Le sue fotografie sono state esposte all’International center of photography (New York), al Musée de l’Élysée (Losanna), al Foto-forum (Bolzano) e alla Fotogalleriet (Oslo). Vive in Norvegia.